Luigi Ponti, Ricercatore, ENEA, Team di coordinamento MED-GOLD 

Puoi descriverci brevemente il progetto MED-GOLD?

MED-GOLD ha l’obiettivo di creare valore aggiunto per i principali sistemi agroalimentari tradizionali del Mediterraneo: vite, olivo e grano duro. In Europa, vi è una grande quantità di informazioni relative al clima che provengono da diverse fonti: satelliti, osservazioni e modelli climatici, complessivamente descritti come Programmi di osservazione della Terra (come ad esempio il programma europeo Copernicus). C’è però un problema nel trasformare quella grande quantità di dati climatici in valore per la società, e in particolare per l’agricoltura. Nel progetto MED-GOLD, stiamo costruendo il ponte tra dati e informazioni e il loro valore per la società.

Perché è così importante coinvolgere gli utenti nello sviluppo dei servizi climatici per MED-GOLD?

Quando parliamo di difficoltà nel creare valore aggiunto, intendiamo valore aggiunto PER gli utenti. Per questo motivo, abbiamo adottato l’approccio di partire dalle esigenze degli utenti e abbiamo collaborato allo sviluppo e alla progettazione del progetto insieme a loro. Ciò garantisce che i servizi sviluppati siano di valore per loro.

Quali sono state fino ad ora le sfide più importanti?

Fondamentalmente, abbiamo incontrato le stesse sfide che hanno motivato la commissione europea a pubblicare il bando per questo tipo di progetti. Il fatto che i dati climatici non abbiano ancora un valore sufficiente per la società era solo un concetto teorico per noi, nel momento in cui abbiamo letto il bando. Ma ora che stiamo lavorando affrontiamo questo problema nella pratica di tutti i giorni. Ci sono ad esempio problemi con la terminologia. Sono un agronomo e ho capito che noi ricercatori usiamo parole che hanno significati diversi a seconda del campo di competenza. Ci siamo resi conto, ad esempio, che per prima cosa dobbiamo concordare sul linguaggio e per fare questo è necessario un processo molto complesso. In questo senso, abbiamo recentemente organizzato un workshop sulla prospettiva degli utenti riguardo le potenzialità delle previsioni climatiche . I risultati sono molto interessanti e li stiamo ancora elaborando.

E qual’è la tua valutazione riguardo l’ultima Assemblea Generale del progetto?

L’ultima Assemblea Generale si è tenuta a Ottobre 2018 a Porto, in Portogallo. Penso sia andata ben oltre le nostre aspettative. Davvero eccezionale. Lo sforzo che Sogrape ha fatto per organizzarla è stato incredibile. Per me, l’obiettivo principale di un’assemblea generale è costruire la squadra, consolidare le basi per la cooperazione. Lo scambio di informazioni e gli aspetti legati alla socializzazione fra i partner hanno molto più valore degli obiettivi tecnici specifici del meeting. Gli aspetti legati alle relazioni inter-personali fra i partner del progetto sono davvero importanti in eventi come questo, in cui ognuno mette impegno, investe risorse e viaggia da luoghi lontani per riunirsi nello stesso luogo fisico. Sono davvero contento del modo in cui il nostro progetto si sta sviluppando.